Le differenze tra Inter e Milan, chi più forte: "Due partite simili. Ricordiamo chi c'è dall'altra parte e chi siamo noi. Nella mia squadra ci sono giocatori cresciuti tanto. Dall'altro lato due squadre con potenzialità. Se c'è una squadra che può dar fastidio all'Inter, la più forte, è il Milan: non ha le coppe, gli altri sì. Tante partite ravvicinate danno problemi".
Su chi fanno la corsa: "I conti non li ho fatti e non amo farli. Avevano dato per morta la Fiorentina e ha dimostrato di poter vincere due o tre partite consecutive. Tornate indietro e vedete cosa c'è dentro certe squadre. Era un'anomalia stesse lì dietro. Dovrà ancora uscire da questa situazione, ma ha le potenzialità. Non so se non l'ho mai contata, ma si è raddrizzata. Ci vuole niente a tornare a 2/3 punti. Sono tutte squadre che possono lottare".
Sul modulo finale: "Li ho messi tutti per forzare. Potevamo mettere palle migliori nel finale. Detto questo, con una strategia, ci sono dinamiche da modificare e valutare. Avevo messo freschezza davanti per abbassare il Milan, ma ci siamo riusciti poco. Dobbiamo essere più bravi tecnicamente. Poi diamo più meriti agli avversari".
Sulle difficoltà di Stulic: "Non so i dati. Vedo le immagini, leggo, studio e cerco soluzioni. A volte dobbiamo anche darla meglio. Se vogliamo fare tutti i duelli aerei su di lui, forse abbiamo sbagliato qualcosa".
Su Camarda: "Non faccio il dottore. Posso dire che caratteristiche ha. Cosa succederà non lo so, non conosco le dinamiche tra le due società. A me importa il campo. Ho necessità o che si riprenda o che troviamo soluzioni".
Se le ultime stagioni difficili sono esperienza o generano paura: "Mi sto attaccando al risultato. Non mi importano più. Sono uomo di calcio. Se sono ancora qui c'è un motivo. Devo arrivare al risultato".
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